I pesantissimi effetti che il maltempo ha provocato per le popolazioni di vaste aree della Sicilia, dimostrano che la tragedia di Giampilieri e di Scaletta Zanclea non ha insegnato nulla alle classi dirigenti nazionali , regionali e locali. Da mesi chiediamo un piano urgente di messa in sicurezza del territorio.Lo scorso due ottobre un vasto movimento ha manifestato a Messina chiedendo di mettere fine ai progetti di grandi opere dannose e speculative, a partire dal Ponte sullo stretto, e invece di impegnare risorse in un piano serio di cura e valorizzazione del territorio. Un piano che dovrebbe riguardare l'intera regione, piagata dal dissesto idrogeologico e che avrebbe effetti importanti dal punto di vista dell'occupazione.E' necessario oggi, di fronte a disastri annunciati, rilanciare la mobilitazione, facendo del radicale cambiamento delle politiche del territorio il perno di un progetto alternativo per la Sicilia.
Luca Cangemi, segretario regionale di Rifondazione Comunista

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