martedì 5 ottobre 2010

Le "trivelle a scartamento ridotto" del "Due Torri" e del "Torre Faro"

di Luigi Sturniolo

Il modo in cui stanno giungendo a termine le trivellazioni nei condomini "Due Torri" e "Torre Faro" dimostrano quanto diciamo da tanto tempo ormai e cioè che tutto ciò cui stiamo assistendo (sondaggi, presentazioni, promozione mediatica) siano solo un teatrino finalizzato alla spesa. Riteniamo, infatti, ormai da tanto tempo, che nella vicenda del Ponte sullo Stretto, come per molte altre grandi opere, grandi eventi, interventi in emergenza, non siano i soldi necessari per effettuare le opere, ma le opere utili a giustificare la spesa. Questa, poi, è prelevata dalle risorse che in precedenza venivano utilizzate per garantire il welfare e, quindi, anche queste operazioni si rivelano per ciò che sono: un mezzo per fare pagare la crisi alla società nel suo complesso salvaguardando poche grosse grandi imprese.
Se, infatti, i sondaggi fossero stati davvero fondamentali non sarebbe accaduto che il protocollo dei lavori da effettuare nei condomini, presentato da Eurolink, venisse così repentinamente e fortemente ridimensionato a mezzo stampa da Ciucci (e, soprattutto, che Eurolink si adeguasse immediatamente). In realtà, ciò che serviva era entrare, formalmente, ed effettuare i sondaggi, "dei sondaggi".
Non si dovrebbe mai dire, ma noi l'avevamo detto. Avevamo detto che Eurolink non si sarebbe presentata immediatamente accompagnata dalle forze dell'Ordine (come pure aveva annunciato, dopo l'annuncio delle contestazioni) e, soprattutto, avevamo detto che avrebbero fatto delle trivellazioni "di basso profilo", più rapide e meno invasive. Tanto, per quello che contano!
Bisognerà per il futuro, però, fare esperienza di quanto avvenuto. Pensare ad una riduzione del danno da trivelle quando queste servono a redigere un progetto che abbatterà la tua casa forse non è esattamente la strategia migliore. Così come pensare di mettere in contraddizione Eurolink con la Stretto di Messina è francamente un pò ingenuo. Soprattutto, non si può pensare di farsi difendere da altri se non ci si difende in prima persona e, allo stesso modo, non si può pensare di difendere chi non vuole essere difeso.

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