Messina: i soldi del ponte per gli alluvionati
Ad un anno di distanza dall'alluvione che ha colpito la zona sud di Messina, lasciando sul terreno 37 morti, e a parecchi mesi dalle frane che hanno interessato i paesi dei Nebrodi, le aspettative di messa in sicurezza e d'aiuto provenienti da quei territori sono ancora disattese.
Ma non solo. Il 75 per cento del patrimonio abitativo non è a norma contro il rischio sismico, gran parte delle scuole non ha l'agibilità e l'80 per cento dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico.
E allora perché non usare i soldi (almeno parte di questi) destinati al Ponte sullo stretto per rendere sicure le zone in cui dovrebbero andare a poggiare i piloni?
La domanda se la sono fatta gli attivisti del Comitato No Ponte, che sabato 2 ottobre scenderanno in piazza per rilanciare queste richiesta. Gianluca Martelliano ha raggiunto telefonicamente Gino Sturniolo del Comitato No Ponte.
Ma non solo. Il 75 per cento del patrimonio abitativo non è a norma contro il rischio sismico, gran parte delle scuole non ha l'agibilità e l'80 per cento dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico.
E allora perché non usare i soldi (almeno parte di questi) destinati al Ponte sullo stretto per rendere sicure le zone in cui dovrebbero andare a poggiare i piloni?
La domanda se la sono fatta gli attivisti del Comitato No Ponte, che sabato 2 ottobre scenderanno in piazza per rilanciare queste richiesta. Gianluca Martelliano ha raggiunto telefonicamente Gino Sturniolo del Comitato No Ponte.
Qualcuno potrebbe pensare che i membri del comitato siano degli integralisti che si ostinano a non accettare il futuro e la modernità. I fautori del ponte dicono che la grande opera permetterà alla Sicilia di risollevarsi. Il no del comitato è un no al progresso?
Il link dell'intervista: http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=10656&Itemid=44

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