di maLuc
Non è stata trovata nessuna pergamena con codici segreti che sveli la strada per arrivare al centro della finis terrae, ma la trivella scientificamente e meccanicamente è arrivata e si è posizionata tra Ganzirri e Torre Faro.
La trivella ufficialmente eseguirà sondaggi geognostici a carotaggio continuo, prove penetrometriche dinamiche e statiche.
in verità ci porterà in un viaggio al centro della terra o meglio della Finis Terrae qui a nord est di Sicilia.
Il viaggio comincia a Torre Faro, da un luogo con lo strano toponimo di via Circuito. Jules Verne fece cominciare il viaggio dei suoi personaggi verso il centro della terra il giorno del solstizio d'estate, facendoli entrare da un cratere segnalato dall'ombra del Vulcano Snæffels.
Qui la storia è un'altra e i narratori di Eurolink hanno pensato di fregarsene del solstizio, individuando in questo caso l'ingresso all'ombra del più tecnico traliccio Enel.
La “trivella” scende con la sua testa idraulica, integrata da un martello idraulico, userà vibro-rotary o forse una sonicrotary: penetrazioni libere e profonde per scrutare e accompagnare un viaggio materico che racconta la strada da fare.
Viaggio nel tempo attraverso le ghiaie sabbiose della piana costiera, l'Olocene; ancora le ghiaie sabbiose marine del Pleistocene; poi le argille e sabbie del Pliocene; giù al conglomerato del Miocene verso il basamento cristallino del Paleozoico.
Vista da qui la “trivella” è ingenuamente meccanica, persino piccola. Nulla rispetto ai tanti metri del pilone; pochi sembrano persino i cento metri delle profondità da raggiungere, rispetto ai quattrocento delle torri da costruire.
La trivella ha un ruolo gnoseologico, va e scende giù fino al fondo delle cose, malgrado quel suo aspetto da rudimentale meccanismo. Accompagnerà la costruzione dei progetti
definitivi e tutti noi verso le faglie generate da deformazioni gravitative profonde di versante. Prove stabilizzanti ci faranno scoprire congelamenti con azoto liquido e altre strane alchimie.
Girovagando tra una faglia e un'altra, si passa dal buio profondo della terra al buio profondo del mare, e si scopre una faglia usata come un passaggio segreto, è come scoprire un passaggio segreto per trovare persone segrete: tanti colapesci e scilleecariddi a cavallo di pesci spada.
S’incontreranno pesci abissali mostruosi e risalendo cetacei bellissimi, poi nel viaggio ci saranno altre scoperte.
Adesso che la trivella ha finito il canale, mi faccio coraggio ma un risucchio potente mi aspira dentro e qui da dentro ritrovo tutti i segreti delle correnti e dei processi caotici dello Stretto. Qui da dentro ritrovo anfore piene di cocci e anche rottami e rifiuti delle varie civiltà.
Qui da dentro ritrovo la strada che mi porta a risalire dal profondo della terra verso il cratere dello Stromboli, in quel reticolo di vie e strade submarine che collegano mondi naturali lontani più connessi della metropolitana parigina.
Sospinto energicamente verso l’esterno, sono sul bordo del cratere in cima allo Stromboli; c’è un caldo insopportabile, ma da lì vedo benissimo. Son passati un po’ di anni e guardo verso terra, al posto del ponte ci sono due monche torri in costruzione.
Solo qualcosa mi tranquillizza, appeso lassù a presidiare c’è Nato lo Stilita salito sulle torri del ponte fin dal
Nato lo stilita sventola elegantemente le sue bandiere blu nere e rosse e i turisticrocieristi si sporgono dai ponti delle navi per fotografare lui e non quell'incompiuto rudere stradale. La trivella ha fatto viaggiare, scoprire le uscite segrete o come in questo caso anche le uscite di emergenza.
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