Accogliamo con convinzione l’appello lanciato dai lavoratori precari della scuola ad “invadere lo Stretto”, incantevole scenario dove si rappresenta la contrapposizione massima tra lo spreco di denaro pubblico da regalare alle solite lobbies, e la disperazione di chi è costretto a pagare le conseguenze di queste scelte criminali. Siamo vicini e solidali con questi lavoratori, con questi docenti, con questi studenti, ben consapevoli che quella che si sta ingaggiando non è una semplice battaglia per la difesa di posti di lavoro: la lotta di chi oggi vuole difendere la scuola pubblica, diritto di tanti e non privilegio per pochi, è la stessa lotta di chi come noi è impegnato nella difesa del proprio territorio e dei beni comuni. Saremo insieme ai precari della scuola domenica 12 (appuntamento alle 11.00 davanti alla Fiera) a gridare
- che non possiamo accettare che, in nome della crisi, si tagli drasticamente nel mondo della scuola, si inasprisca ulteriormente la precarietà, si attacchino i diritti del lavoro, si militarizzino gli spazi della democrazia
- che non vogliamo che si regalino miliardi di euro pubblici a banche e grandi imprese, ma pretendiamo che questi soldi vengano investiti per finanziare le “vere priorità”, come certamente la messa in sicurezza di un territorio fragilissimo, ma anche istruzione e ricerca, fondamentali per il futuro di queste terre
- che ci battiamo contro la svendita dell’università ai privati, come sta avvenendo in questi giorni con la cessione dell’incubatore d’imprese (nato, con risorse pubbliche, per aiutare progetti di giovani laureati) ad Eurolik (General Contractor per la progettazione e la costruzione del Ponte sullo Stretto
- che non accetteremo nessuna scelta fatta sulla nostra pelle, scelte fatte non per ricercare il nostro “sviluppo”, ma quello di pochi privati che pensano solo ad arricchirsi
La giornata di domenica sarà per noi una tappa d’avvicinamento alla manifestazione del 2 ottobre contro il Ponte, a un anno dalla tragedia consumata tra Giampilieri e Scaletta Zanclea.
Cosa deve succedere per far sì che si receda da scelte folli come il Ponte e si inizi veramente a lavorare sui bisogni primari dei cittadini dello Stretto?
FERMIAMO I CANTIERI DEL PONTE
FERMIAMO LA RIFORMA GELMINI
LOTTIAMO PER LE VERE PRIORITA’
"Le formiche, quando si mettono d'accordo, spostano l'elefante" (proverbio del Burkina Faso)
RETE NO PONTE
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