lunedì 20 settembre 2010

IL PONTE E LE RISORSE SPRECATE

di Anna Giordano

Ricapitoliamo, non ci sono soldi per i trasporti pubblici, per le scuole, per gli insegnanti, per mettere in sicurezza tutto il territorio e non solo alcune zone, mancano i soldi per non so quante infinite categorie e servizi che dovrebbero essere alla base del vivere civile, ma nel frattempo si pagano ditte e società per sondare/studiare/analizzare il territorio interessato dal fantomatico progetto ponte e per la progettazione definitiva di un’opera che secondo chi ne ha coordinato per anni il progetto, è infattibile. Si appropinquano trivelle rumorose, fastidiose a ridosso di case, in piena estate, costringendo le persone a vivere con tutto chiuso, per sondare il suolo. Il tutto, per un progetto per il quale – come dice i coordinatore scientifico del medesimo – sono misteriosamente scomparse le faglie esistenti sotto le pile del ponte, raffigurate invece nel progetto del 1992 (bocciato, come era doveroso, dall’allora ministero dell’ambiente), pag. 160 e 161 del libro “la ricerca non ha fine” (un titolo, un programma). Quindi, sono scomparse le faglie dalle tavole di progetto (noi l’avevamo scritto nel 2003, nelle osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale) però si affannano a fare sondaggi. A che pro ? Non sarebbe dovuto bastare sapere che ci sono faglie sotto le pile del ponte per chiudere la vicenda una volta per tutte ?? E come mai possono scomparire (misteriosamente) le faglie, ma ci si ostina a rendere impossibile la vita ai cittadini tutti, per dei sondaggi ? Ed ancora, come si fa a varare una legge che approva il progetto preliminare, all’interno del quale (faglie scomparse a parte) non sono stati fatti neanche sondaggi preliminari ? Solo in Italia, tra i presunti paesi del G8, può esserci una tale assurdità che anche dal punto di vista dell’investimento economico, non sta né in cielo né in terra. Se ad esempio si scoprisse che il substrato non possiede determinati requisiti e che porterebbe a variazioni di progetto se non alla sua dichiarata infattibilità (finalmente… ma è utopico, visti i soldi in ballo anche solo per il progetto definitivo), a che pro avere portato avanti finora tutta la macchina infernale, somme incluse ? Che dire delle profezie del prof. Boschi che tuona contro coloro che prevedono, dati alla mano, l’imminenza di un terremoto (quello dell’Aquila), grazie al rilevamento del radon (e nei giorni precedenti, non certo anni, decenni), mentre lui dichiara all’indomani dello tsunami del sud est Asiatico, che il prossimo terremoto a Messina sarà tra 1500 anni ? Da indignarsi, arrabbiarsi, da urlare al mondo l’assurdità di una teoria (perché è solo una teoria, i dati storici dicono ben altro) eppure continua a tuonare contro il prossimo che osa allarmarsi, salvo predire un futuro roseo a noi vittime anche del progetto più inutile, devastante ed antieconomico che si sia mai pensato di fare (se mai fosse possibile, ma non è). Continuiamo a lottare secondo logica, leggi e buon senso, prima o poi prevarrà, ne sono certa.

Nessun commento:

Posta un commento