di ORSA MessinaA prescindere da ogni posizione ideologica sul ponte, nessuno può negare che il declino dell'impianto navigazione ferroviario coincide con il progetto dell'attraversamento stabile, una struttura che era il fiore all'occhiello della città è praticamente scomparsa in nome di un ponte che con ogni probabilità non sarà mai realizzato ma è un alibi perfetto che consente all'A.D. delle ferrovie -Mauro Moretti- di sbaraccare le navi dello stretto e consegnare il servizio ai privati. I lavoratori marittimi hanno un motivo in più per dire no al ponte: la difesa del posto di lavoro!!! Il Ponte che dovrebbe rappresentare il volano dello sviluppo, ai lavoratori del mare ha portato solo tagli al costo del lavoro, compressione dei diritti e dei salari e impoverimento delle flotte. Il corteo No Ponte deve essere il preludio della grande manifestazione dei lavoratori dei trasporti prevista per la fine di settembre.
Dimostriamo all'ingegnere Palazzo che chiudere l'impianto di Messina non sarà semplice come chiudere Civitavecchia...
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