sabato 28 agosto 2010

Corteo No Ponte sullo Stretto di Messina: in 4.000 contro trivelle, affaristi e lacchè

di Sostine Cannata

Si è svolto per le vie di Faro, in un pomeriggio di torrida fine estate messinese, il corteo No Ponte con la partecipazione di alcune migliaia di persone: tre-quattromila.
Il corteo è stato aperto dall’ormai consueto striscione NoPonte e seguito da tanti altri striscioni, bandiere e magliette tutti inneggianti al no al ponte. Presenti molti cittadini, associazioni, sindacati, lavoratori in crisi, comitati e partiti: Rete No Ponte, Rete Rifiuti Zero, Legambiente, Rete Lilliput, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Verdi (con la presenza del segretario Bonelli), OrSA, CGIL, CUB, COBAS, RdB, Energia Messinese, associazioni anarchiche, Associazione Rita Atria, Comitato No Ponte Capo Peloro, gli Amici dello Stretto, i centri sociali, i marittimi dello Stretto, ecc.
Una manifestazione colorata, allegra e partecipata, con musica e bolle di sapone. Slogan contro il ponte, ma anche, da parte dei gruppo più radicali nella lotta, contro Berlusconi e il capitalismo che genera mostri quali il Ponte. Gente di tutte le età, vigilata da un consistente spiegamento di forze dell’ordine a discreta distanza, anche con motovedette via mare. Un pomeriggio che restituisce senso al bene comune, contro gli egoismi e gli appetiti di pochi potenti e i loro lacchè.
Tra i motivi della data scelta per la protesta, l’opposizione alle trivellazioni che sono già in atto: una trivella in via Circuito e una sulla collina. I manifestanti coniugano l’interesse ambientalista con la destinazione dei sei miliardi di euro del Ponte alle aree messinesi e calabresi alluvionate e alluvionabili, terremotate e terremotabili.
La bellezza e la sicurezza dei territori. Sanno cosa non vogliono, ma anche cosa vogliono.
Nuova la presenza nel corteo del Comitato No Ponte Capo Peloro che, oltre ad essere espressione dei condomini che con coraggio e senso civico si sono opposti ai carotaggi nei loro spazi condominali, riunisce la gente di Faro e Ganzirri che si oppone alla costruzione del manufatto. Opposizione dettata oltre che da motivi ideali, anche dalla chiara comprensione del fatto che i cantieri renderebbero invivibili quelle zone, che a tutt’oggi, nonostante il sacco edilizio perpetrato dagli anni cinquanta in qua e rinnovato ancor oggi dai numerosi cantieri edili aperti, sono tra le più affascinanti della città e dell’intera regione, ricche di tradizioni, storia, cultura, mito, sapori e saperi.
“Il Ponte distruggerebbe, oltre che il paesaggio e la nostra qualità della vita, anche il sogno che è ed è stato, il nostro futuro e il nostro passato.” ci dice una ragazza con una maglietta NoPonte gialla.
Man mano che il corteo avanza la gente aumenta, i residenti se non sono già in marcia, approvano dalle loro finestre, dai loro balconi e ballatoi, dai tavolini davanti ai bar e sulla soglia delle loro case, un poco storditi dagli slogan urlati dei gruppi più ‘accalorati’ e dalla musica a tutto volume che diverte e induce centinaia di giovani a ballare.
Dall’altro lato l’azoto non smette di vaporizzarsi dai tubi di ghiaccio e insieme a poliziotti, carabinieri e guardie giurate vigila sulla salute della trivella le cui carote provengono da profondità mai sondate in quella zona, neanche dallo stesso Colapesce, che di abissi se ne intendeva. Le carote, che raggiungono, come serpentoni di mondi dai più remoti incubi i 120 metri di altezza per un metro di diametro, sono solo un piccolo assaggio di quello che ha da venire.
La prossima mossa dei nopontisti è la manifestazione del 2 ottobre nel centro di Messina, che vuole ancora una volta coniugare i bisogni reali della gente – la data è l’anniversario dell’alluvione di Scaletta e Giampilieri – con l’opposizione allo sperpero del denaro pubblico e la difesa del territorio e della bellezza del paesaggio.

Fonte: http://nuovosoldo.wordpress.com/2010/08/29/corteo-no-ponte-sullo-stretto-di-messina-in-4-000-contro-trivelle-affaristi-e-lacche/

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