domenica 29 agosto 2010

In migliaia sfilano per dire no all’infrastruttura

di Elisabetta Reale

Un no per affermare tanti sì. Questo uno degli slogan degli organizzatori della manifestazione No al ponte, svoltasi ieri sera per le strade di Torre Faro. Più di 3000 per i promotori dell’iniziativa, tra 2000 e 2500 per i rappresentanti delle Forze dell’Ordine (era presente il questore Carmelo Gugliotta). Anche quest’anno si è ripetuto il valzer delle cifre: «Numeri che qui a Torre Faro – spiega Luigi Sturniolo, uno degli organizzatori della manifestazione – non avevamo mai raggiunto nelle precedenti edizioni. Il fatto che abbiano iniziato le trivellazioni non significa che il ponte domani verrà realizzato ma che si è dato il via ad un iter lunghissimo, farraginoso, che probabilmente non vedrà mai un vero compimento, ma che attualmente è già costato circa 400 milioni di euro e tanti altri ne verranno spesi in futuro, prima dell’apertura dei cantieri veri e propri, ma che serviranno per la redazioni di altri progetti, per gli espropri».

Messina non ha bisogno di un progetto considerato dagli organizzatori incompatibile con il territorio, inutile per la mobilità delle persone e delle merci, devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici. «Un no forte per affermare i sì delle priorità della città – ha quindi aggiunto la prof. Enza Lojacono, che porta avanti le ragioni della protesta grazie a Facebook – occupazione, sviluppo economico, trasporti efficienti, turismo». Quasi un migliaio i manifestanti raggruppatisi di fronte alla trivella, davanti lo striscione della Rete No ponte, poi il Comitato di Capo Peloro e poi tutti gli altri, via verso le vie di Torre Faro, alla piazza del paese, fino all’Horcynus Orca. Verso le 21 il corteo ha fatto ritorno al punto di partenza.

A manifestare contro la costruzione dell’opera, oltre a gente comune, i rappresentanti di Sinistra Ecologia Libertà, Rete No ponte, comitato No ponte Capo Peloro, Orsa, rappresentanti di associazioni culturali e movimenti sociali. Presenti alcuni esponenti del mondo politico cittadino.

Tante simpatiche magliette hanno riassunto il valore della protesta: molti piccoli pesciolini che mettono in fuga un pesce più grosso di loro, perché, recita lo slogan della t-shirt, “un altro mondo è possibile”.

Prima della partenza, ragazzi vestiti in frac si sono esibiti in alcune scenette tratte dall’opera “Gastone”. Erano attori della

compagnia teatrale Luna Obliqua, che ha partecipato al corto nell’ambito della manifestazione culturale “Le 5 giornate di Messina”.

Durante il corteo le compagnie Peppino Impastato e Luna Obliqua hanno vita ad un piccolo spettacolo itinerante. Ed infine, dopo il corteo, al Lido Horcynus Orca si è svolto il concerto "Microwave with Marge".

Questa la cronaca della manifestazione di ieri, a cui però sono mancati i “grandi numeri” della città, che ancora una volta ha deciso di non far sentire la sua voce oppure si è affidata alla logica del silenzio assenso. Prossimo appuntamento

del No al ponte sarà il 2 ottobre, con un corteo per ricordare un giorno di lutto per Messina e puntare l’attenzione su risanamento, messa in sicurezza, trasporti e legalità.


Fonte: Gazzetta del sud

Nessun commento:

Posta un commento