lunedì 7 novembre 2011

Un inutile consiglio comunale tra disperazione e impotenza


di Citto Saija
Nella mattinata di oggi si è svolta una riunione straordinaria del consiglio comunale di Messina sulla questione della firma all’accordo di programma con la società “stretto di Messina” del sig. Ciucci per le famose e virtuali opere compensative per la costruzione dell’ecomostro sullo stretto: l’inutile e famigerato ponte.
Nella sala consiliare, con tanti posti vuoti di consiglieri comunali, abbiamo potuto assistere ad uno degli spettacoli più patetici che la sala di palazzo Zanca ricordi.
Cercherò, se possibile, di mostrarvi l’ambiente in cui si è svolto uno dei film più surreali della storia del cinema. 

Purtroppo, come giornalista e amante della settima arte, non avevo a disposizione una videocamera. Alla presidenza ovviamente il presidente del consiglio comunale Previti. Nei posti riservati alla giunta e al capo dell’amministrazione comunale due assessori: il fido assessore Scoglio, dello stesso partito del sindaco e l’assessore Capone che per la verità ha seguito immobile tutto il dibattito in certi momenti meravigliato di qualche discorso dei consiglieri dell’UDC e si rivolgeva, quasi disperato al vicino Scoglio che purtroppo con rassegnazione sentiva mancare il terreno sotto i piedi. Come dicevo, l’assessore Capone, con delega alla mobilità urbana, sembrava invece, nella sua rassegnata staticità, un assessore alla immobilità urbana dato che a Messina il trasporto pubblico urbano è pressoché inesistente. Forse i consiglieri del film surreale pensano ad una gestione privata!
Il sindaco ex missino Buzzanca non si è fatto vedere; sembra fosse impegnato nel taglio di un nastro per la inaugurazione di una scuola. Ad un certo momento, distribuendo grandi abbracci e baci, una specie di Cetto Laqualunque, è arrivato il bravo presidente della provincia, l’ex socialista lombardiano oggi berlusconiano Ricevuto con la certezza in tasca che il ponte si farà, ci saranno le cosiddette opere compensative e sicuro anche che il manufatto ciucciano sarà una attrazione turistica per la Sicilia, Messina e la sua provincia. Intanto dai banchi di destra il consigliere Ticonosco gridava, novello profeta e profondo conoscitore del Nuovo Testamento: “Chi ha peccati scagli la prima pietra”!
L’ambiente in cui si è svolta la riunione straordinaria grosso modo è stato quello che ho cercato di descrivere. Intanto la vera realtà messinese, quella che di fatto in questo momento ha vinto, anche se non mancheranno pericolosissimi colpi di coda e bisogna stare con gli occhi aperti, era presente nella tribuna con tanti appartenenti alla Rete No Ponte e all’intero movimento contro la costruzione del manufatto. Moltissimi i giovani che hanno evidenziato con gli applausi alcuni interventi che si sono svolti in aula.
Entriamo nel merito del dibattito che certo rappresenta un momento positivo di coinvolgimento della città. Mancava proprio il sindaco, che ancora tutto permeato della sua passata ideologia ducesca non poteva accettare il confronto con parti della città vera. Bisogna anche evidenziare il fatto della assenza completa di deputati nazionali e regionali con la sola eccezione dell’on. Francantonio Genovese e dell’on. Beninati che, pur appartenendo alla maggioranza ed essendo a favore del ponte, ha criticato aspramente il cosiddetto accordo di programma perché vuoto e tutto sommato ci è sembrato a favore del ponte per dovere d’ufficio. Non dimentichiamo che i tempi stanno cambiando, il povero (si fa per dire) Berlusconi è ormai all’estrema unzione, forse abbandonato anche dai cardinali e da certi vescovi e preti di destra che pure esistono.
Pur riflettendo sulle ambiguità, a livello di governo regionale, del Partito democratico, ci sentiamo di dire che Genovese, usando anche il buon senso dell’uomo della strada, ha detto in maniera chiara ed esplicita che tutto è finito. Il ponte è stato un sogno, svanito nel nulla, anche perché era (diciamo noi) un cattivo sogno. Il ponte è stato una favoletta per politicanti sprovveduti, per persone che conoscono poco il territorio, i veri problemi economici, la vita della gente reale in carne ed ossa che non sa come arrivare alla fine del mese.
La vita della gente che vende oro e argento della prima comunione, del battesimo e del matrimonio nei tanti bugigattoli che sorgono in ogni strada della nostra città dolente. E Genovese ha detto con estrema chiarezza, e speriamo che tutto il Partito democratico sia su questa linea, che la “Stretto di Messina” va sciolta. Ma il vero disperato anche a noi è sembrato l’assessore Scoglio, come ha sottolineato Gino Sturniolo che ha parlato in rappresentanza della Rete No Ponte. Perché disperato? Perché rappresentante di una amministrazione che non ha alcun programma di vero e sostenibile sviluppo della città. Sperava nelle fantomatiche opere compensative per la costruzione del ponte. Ma queste non ci saranno né ovviamente ci sarà il ponte. Con i soldi sciupati dal carrozzone ciucciano si potevano costruire tante modernissime navi per il traghettamento, come ha osservato il sindacalista Massaro dell’Orsa, e si potevano costruire anche modernissimi treni notturni con cuccette e letti per la mobilità tra la Sicilia e il continente. Ma sembra invece che attraverseremo lo stretto su piccolo barche, come avveniva nel dopoguerra nella tratta Messina-Reggio Calabria.
Oppure stenderemo qualche mantello sperando nel miracolo del taumaturgo Francesco di Paola.
Anche due consiglieri dell’UDC si sono schierati contro la favoletta del ponte. E il consigliere Carreri ci è sembrato completamente in disaccordo con il leader dell’Mpa Lombardo, con un’arringa molto seria contro il Ponte.
E’ arrivata l’ora della verità. Ma sembra che Buzzanca, Ricevuto, Scoglio e gli ultimi giapponesi, come il biblista Ticonosco, vivano in un altro pianeta. Non si rendono conto che il capo sta esalando l’ultimo respiro politico mentre topi, zocculuni, ratti e roditori di ogni tipo abbandonano la nave e cercano riparo in luoghi più sicuri. E’ necessario quindi attrezzarsi e bloccare sul nascere qualsiasi infiltrazione di germi pericolosi nelle presumibili aree di una nuova maggioranza.
Un’ultima annotazione vorremmo fare, riprendendo il documentatissimo appello della Rete No Ponte: è necessario non firmare l’accordo di ‘programma sulle “opere compensative” e bloccare l’assurda conferenza di servizi anche perché ancora non sono state esaminate le osservazioni dei cittadini.
Personalmente sono stato uno dei fondatori prima del “Messina socialforum” e poi della Rete No Ponte e mi piace quindi prendere atto che tante persone che prima erano anche ambigue, oggi finalmente parlano chiaro. Ma è giusto dire che il recente movimento contro il ponte dieci anni fa diceva certe cose e faceva proposte alternative molto precise. Mi piacerebbe che anche i vari comitati degli alluvionati prendessero atto di questa realtà senza inseguire padrini che ancora tardano a scomparire.
E alla fine anche una piccola notazione di carattere storico: quasi quaranta anni fa un piccolo partito dalle grandi ragioni (con pochi parlamentari militanti), intendo parlare di Democrazia proletaria, faceva a Messina, nella sala della Consulta della Camera di commercio, il primo convegno contro il ponte con insigni esperti e urbanisti di livello nazionale. A distanza di tanto tempo oggi i fatti ci danno ragione. Avevamo certo le idee chiare e oggi assaporiamo il frutto della vittoria che comunque deve ancora arrivare. Arriverà nel momento in cui sarà sciolta la famelica società e il carrozzone clientelare sprofonderà nello stretto tra le fauci di Scilla e di Cariddi.


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