martedì 15 novembre 2011

Intervista a Mimmo Sorrenti, Operaio Triscele. Il resoconto della notte di occupazione del comune.

Marco Letizia, from consiglio comunale in notturna...

Esclusivo servizio direttamente dal comune di Messina, dove la Rete No Ponte è accorsa a dar manforte agli operai Triscele. Durante la tarda serata di martedì è entrato in aula persino il sindaco Giuseppe Buzzanca dicendosi "meravigliato" della notizia dell'occupazione - diceva di averla appresa solo in quel momento, dopo che da una giornata l'intera città tramite i media sapeva che gli operai avrebbero occupato il comune - e lamentandosi con "questo vergognoso consiglio comunale". Allora si vede don Peppino Buzzanca inscenare indignazione nei confronti dei consiglieri assenti e incalzato dalle ragioni degli operai, i quali hanno spiegato il corso della vergognosa giornata di martedì, arriva a chiamare i suoi adepti per capire chi e perchè al momento del voto non fosse seduto al proprio posto. Forse però il consiglio stesso potrebbe rimproverare al sindaco la sua reiterata assenza: quando noi della Rete No Ponte, rifiutando una stretta di mano, abbiamo rinfacciato al sindaco che lui è l'ultimo a poter parlare di assenza in consiglio comunale, dandoci dei maleducati ci ha risposto così: "con questo consiglio comunale è impossibile ragionare". Al che gli abbiamo chiesto le dimissioni, visto che non si trova bene nemmeno con i partiti che fanno parte della sua giunta e visto che ritiene il confronto con il suo consiglio comunale qualcosa di inutile. E don Peppino, con aria di sfida, risponde: "aspettate e vedrete, manca poco".

Tra gli operai invece serpeggia un pò di timore per il proprio futuro, com'è giusto che sia. Ma si vede nel loro volto la voglia di chi non si vuole più arrendersi alla fatalità e prendere in mano il proprio destino. Stanchi, sfiniti, alcuni si sono accasciati per terra a riposare, altri hanno continuato in veglia. L'amore per i propri figli e la voglia di dar loro un futuro, è il movente principale che li spinge a lottare. Discutere con loro e condividere lo spazio di un consiglio comunale restituito così davvero ai cittadini è stata una delle esperienze politiche migliori che un militante oggi potesse sperare di fare. Abbiamo davvero incontrato la crisi, la crisi che si abbatte sui corpi delle persone e che mortifica un'intera vita dedicata al sacrificio. Ma abbiamo incontrato anche la voglia di cambiamento che loro vogliono incarnare: invitano Messina a non arrendersi, ad essere coraggiosa e a riprendersi in mano il futuro. Invitano i cittadini non solo a solidarizzare, ma a portare insieme a loro in piazza le altre vertenze cittadine. In sostanza, la loro lotta è la lotta dell'intera città. Un gesto esemplare che potrebbe scatenare la voglia di rinascita in città. 

        

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