lunedì 7 novembre 2011

TAPPA MESSINESE DEL “NO TAV TOUR 2011”

di Francesco Mucciardi



Nell’ambito dell’iniziativa “La valle che resiste e non si arrende incontra l’Italia” si è svolto a Messina, nella saletta dell’ex “Guernica”, il locale dell’antico palazzo di Via Castellammare, un importante incontro-dibattito tra alcuni militanti del movimento No Tav venuti dalla Val di Susa e molti attivisti No Ponte messinesi.
L’incontro ha avuto soprattutto carattere assembleare, così lo hanno voluto i valsusini, per sottolineare l’originalità dell’iniziativa e l’amicizia tra i due movimenti. 
Questa iniziativa ha rappresentato la terz’ultima tappa del “No Tav Tour 2011”, la quattordicesima dopo Torino, Bologna, Milano, L’Aquila, Bari, Napoli, Roma, Pisa, Firenze, Venezia, Trento, Palermo e Catania. Le ultime due saranno Cagliari e Genova.

Il “No Tav Tour” è la catena di eventi pensata dai valsusini come un momento di incontro con le altre realtà di lotta per i beni comuni o in difesa dei territori presenti nel Paese e per diffondere in tutta Italia le motivazioni della loro opposizione, ormai ventennale, alla tratta ferroviaria Torino – Lione.
Ovvio dunque il passaggio nella città dello stretto, con cui i No Tav sono uniti da un rapporto speciale sin dal 22 Gennaio del 2006, quando si svolse la più grande manifestazione che sia stata fatta sinora contro il Ponte sullo stretto (più di 20 mila persone in corteo per le strade di Messina), a cui presero parte anche i No Tav con più di un centinaio di militanti.
Partecipazione ricambiata più volte da alcuni attivisti No Ponte alle loro principali manifestazioni in Val di Susa.
La delegazione valsusina era composta da Piera Pareti, una signora di 57 anni prossima nonna, come lei stessa tiene a far sapere, storica attivista del movimento, e da suo figlio Emanuele Magliano. Ciò a testimoniare una volta di più come i No Tav siano riusciti a coinvolgere tre generazioni, dai bambini agli anziani.
E’ questa infatti la forza del movimento della provincia di Torino, che è riuscito a creare, certo facilitato dalla conformazione geografica della valle e dal non elevato numero dei suoi abitanti (63 mila), una comunità molto unita e tenace nella lotta.
Lo sottolinea infatti Piera Pareti: “Noi siamo ormai un esempio per tutti i movimenti. Facciamo scuola!”.
Ribaditi poi i principali motivi del no al Tav: “L’inutilità dell’opera, che creerà solo 1.000 posti di lavoro per un periodo limitato, a fronte di 3 mila posti persi per chi in quelle zone lavora nell’agricoltura; l’enorme impatto ambientale sulla Valle, già attraversata da altre opere viarie, e su Torino stessa; l’eccessivo costo per le casse dello stato, in presenza invece di alternative non invasive per il territorio e molto più economiche, come il potenziamento della già esistente tratta ferroviaria”.
Proficuo è stato lo scambio di opinioni ed esperienze tra i militanti dei due gruppi e preziosi i consigli che i due attivisti hanno dato ai No Ponte, come, tra gli altri, quello di autorganizzarsi e autofinanziarsi, per essere davvero democratici al loro interno e completamente autonomi.
A riprova di ciò infatti i due rappresentanti hanno portato con sé alcuni gadget, magliette e bandiere no tav, e materiale informativo, tra cui un opuscolo, scritto nell’occasione dell’anniversario dell’Unità  d’Italia, dal titolo “150 Nuove ragioni contro la Torino – Lione”.
Ha partecipato all’incontro anche l’europarlamentare dell’Italia dei Valori Sonia Alfano.
Al termine dell’assemblea, per le 14 circa, molti partecipanti e i due valsusini  si sono spostati nella stradina pedonale che costeggia Piazza Immacolata dei marmi, dietro il Duomo, per dar vita ad un originale grande pranzo popolare, con tavoli e panche di legno sulla strada.


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