Mi rivolgo a tutti voi, abitanti
delle zone alluvionate. Mi rivolgo a voi col rispetto che si deve alla
sofferenza e alle scelte che individualmente si compiono durante la propria
vita. Ma allo stesso tempo non voglio rinunciare ad esortarvi: dopo l’ultima
fregatura dei finanziamenti ai territori alluvionati, promessi dal governo
molte volte e mai arrivati, è necessario riconsiderare le pratiche che fino ad
ora vi hanno visto in mobilitazione. E’ già assurdo che bisogna lottare per
ottenere qualcosa che alle popolazioni spetterebbe di diritto: ma barattare le
briciole che cadono dalle fauci di chi da anni fagocita risorse e denari
ingrossando le grosse compagnie private è anche peggio. Dopo le ultime notizie,
credo, sia nata la consapevolezza certa anche dentro di voi che, lì in alto,
nessuno pensa alle vostre case, al vostro futuro e alla ricostruzione e messa
in sicurezza del vostro territorio. Il continuo ed accorato appello ai
“parlamentari messinesi” ha prodotto solo illusioni: la continua legittimazione
di una classe politica che dal 2009 usa le vostre sofferenze per il proprio
personale consenso, senza che niente mai venga fatto, è una pratica che non
potrà mai farvi ottenere nulla.
Penso che più della mia personale
opinione valgano i fatti. La Ragioneria generale dello stato dice: “il
trasferimento delle risorse in parola direttamente sulla contabilità speciale
del commissario delegato determinerebbe effetti negativi in termini di
addebitamento netto, per i quali occorre individuare idonea compensazione”.
Cosa vuol dire? Sostanzialmente la Ragioneria dello Stato vi sta dicendo: “cari
messinesi, il governo vi ha imbrogliato. In base ai conti dello stato questi
soldi non ci sono”.
Certo potreste dirmi che la
politica locale da anni “si batte” affinchè queste risorse vengano distribuite
anche qui: ma è servito legittimare come vostri difensori gente che di fatto ha
le “mani in pasta” tanto quanto i deputati nazionali e che spera di trarre dal
vostro disagio quel consenso che tutta la classe politica va disperatamente
cercando?
Io non cerco il vostro consenso:
io, come tutta la Rete No Ponte, cerchiamo di mettere insieme i pezzi di questo
enorme puzzle per dare una visione alternativa e concreta della politica e
crediamo che le popolazioni alluvionate e terremotate siano le vittime non
tanto dei terremoti e delle alluvioni, ma di una classe dirigente che ha deciso
che ogni futuro deve passare attraverso il diktat dei mercati, della finanza e
delle banche. E’ una classe dirigente che ha smesso di fare politica e che si è
arresa alle lobbies economiche che oggi ci impongono i tagli allo stato
sociale, impongono la privatizzazione dei servizi pubblici, tagliano le spese
necessarie per garantire la vita dei cittadini e che continuano a ritenere
“sviluppo” la possibilità di licenziare più facilmente i dipendenti. Una classe
dirigente che ha deciso di svendere la città di Messina a Eurolink, promettendo
ai cittadini che grazie alla costruzione del Ponte sullo Stretto ci sarebbero
state le opere compensative. Invece tutto il contrario. Adesso è ora di capire
che, se da un lato non si trovano i soldi (tra l’altro sarebbero “solo” 160 mln
di euro a fronte degli 8,5 mld necessari per il Ponte, extra rispetto ai 500
mln già spesi per il nulla) per mettere in sicurezza e ricostruire Giampilieri,
Scaletta e tutti i territori alluvionati, e dall’altro invece proprio ieri il
ministro Matteoli dichiara che “dire( tra l’altro dopo l’approvazione della
mozione alla Camera che impone la rimozione del finanziamento per la grande opera)
che il Ponte non lo facciamo più è
assurdo”, c’è qualcosa che non funziona. E non funziona proprio l’idea
neoliberista di società, anzi l’idea per la quale anche la società deve
scomparire a favore degli “individui” e dei loro profitti. E chi è più forte,
chi ha più potere contrattuale, ottiene il dominio. E’ giunto il momento, per
voi, di fare una scelta: un punto di vista chiaro, limpido e netto che dica
basta alle prese in giro e che riconosca come il disastro di Giampilieri sia il
frutto di una politica dei disastri, tutta quanta insieme; oppure continuare
con il baratto e la contrattazione sulle “briciole” che, forse, prima o poi
arriveranno … Lunedì 7 novembre la Rete No Ponte sarà al comune a presidiare
alla seduta straordinaria del consiglio comunale che si occuperà della
questione Ponte: noi chiederemo forte e chiaro la chiusura definitiva della
Stretto di Messina e la destinazione “dei soldi del Ponte, per rilanciare la
città di Messina, partendo dalla messa in sicurezza del territorio”. Saremo
felici di accogliervi e di lottare insieme a voi per un futuro migliore.
Insieme si vince, un altro mondo è possibile!

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