Come previsto, il ponte si sta dissolvendo. L’Europa ha
escluso il ponte dal “Corridoio 1” e, dopo aver cancellato le opere
“compensative” per la città, il Governo ha definanziato l’opera. Si ha notizia
che la “Tabella E” del Bilancio dello Stato per il 2012 in discussione al
Senato prevede l’azzeramento del finanziamento dei 470 milioni previsti dalla
Finanziaria 2010.
Ma la Stretto di Messina SpA forza le procedure, convocando
la “conferenza dei servizi” per il via libera all’approvazione del progetto
prima che siano scaduti i termini in cui i cittadini possano esporre al le loro
legittime osservazioni.
Gli unici a poter beneficiare di questa accelerazione sono
le imprese di Eurolink, che potrebbero ricevere dopo l’approvazione 400 milioni
senza muovere un dito. Mentre a Messina rimarrebbe il nulla.
I Consiglieri Comunali di Messina hanno due possibilità:
1) Asservirsi
ad interessi estranei alla città, approvando un progetto che sfumerà come una
bolla di sapone o renderà la città invivibile per più di un decennio;
2) Tutelare
l’interesse della città, esprimendo un parere negativo sul un progetto inutile
e dannoso.
In ogni caso, il Consiglio dovrà denunciare l’intempestività
della conferenza dei servizi, pretendendone l’annullamento e rifiutando di
esprimere un qualsivoglia parere prima di aver esaminato le osservazioni dei
cittadini.
A loro la scelta, ai cittadini la valutazione del loro
operato.
LUNEDI 7 NOVEMBRE DALLE ORE 9.30
SIT-IN NO PONTE IN OCCASIONE
DEL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO
SULLE OPERE PROPEDEUTICHE
RETE NO PONTE

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