di Anna Giordano
Ecco, finalmente possiamo iniziare a leggere gli oltre 8 mila file del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, finora, vista la mole, ho visto il peso (da pochi kbyte a diverse decine di megabyte), titoli, timbri, e poco altro. Tutti gli enti pubblici dovranno esprimersi, relativamente alle loro competenze. La data di scadenza per presenteare le osservazioni al progetto, inizialmente era stata fissata al 8 ottobre, poi al 12 novembre, ora risulta il 27 novembre. La lettera agli enti che accompagna il materiale del progetto chiede un parere entro un termine perentorio, che a questo punto deve gioco forza slittare al 27 novembre, per poter ricevere le nostre corposissime osservazioni, frutto di più professionalità nelle tante discipline interessate. Auspico che tutti abbiano il tempo e la dedizione per barcamenarsi nei vari elaborati, mappe, tavole, ecc, per poi esprimere un parere che sia frutto di certosina analisi e verifica e non frutto della fretta o della presunta ineluttabilità che permea il progetto. Tutto è certo, tranne che si approvi e che si faccia. Ho già mie idee ben chiare sulla macchina del ponte, espresse mille altre volte e non mi dilungo, ma sarebbe bene che il Comune di Messina, che avrebbe sicuramente sul suo territorio effetti negativi stratosferici su tutto, dalla salute pubblica alla viabilità alla idrogeologia alla sicurezza e tanto altro, si esprima, non delegando a poche persone l’onere (o l’onore, a seconda di come la si pensi), l’analisi e le conclusioni, ma si mettano tutti i consiglieri comunali, a leggersi tutto. Carte alla mano, pensino cosa vorrebbe dire un’area di impluvio (ovvero, dove le acque piovane in genere dovrebbero scorrere per poi raccogliersi nella fiumara sottostante), tappata con centinaia di migliaia di mc di materiale di scavo. Pensino a cosa vorrebbe dire chiudere una parte della panoramica (come si è recentemente fatto con gravi disagi per la popolazione, tanto da vedere nientepopodimenoche le scuse del presidente della provincia, più avvezzo in genere a fare le corna ai no ponte), facendola corsia unica, perché l’altra servirebbe ai TIR (giusto per saperlo, un TIR porterebbe da 13 a 15 mc di materiale, moltiplicate per le centinaia di migliaia di mc che dovrebbero trasferire nelle aree di impluvio, e forse capirete meglio di che si tratterrebbe). Ecco, sarebbe quanto meno dovuto, alle centinaia di migliaia di cittadini che vivono loro malgrado in questa città baciata dalla bellezza dei luoghi ma sfortunatissima per amministrazione, che anziché stendere ancora una volta tappeti rossi, per un pugno di promesse, ci si metta seriamente a leggere e poi a parlare. Sindaco, il demagogo è lei, noi siamo solo realisti e non so quale delle due sia peggio.

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