di Luigi Sturniolo e Sergio Soraci
Quanto accaduto oggi in Val di Susa
non può, comunque, essere considerato un incidente. Chiunque abbia un minimo di
cognizione di salite sul verticale (ed un traliccio è assolutamente
paragonabile ad una parete verticale) sa benissimo che su quel terreno non c'è
alcuna possibilità di trattenere una persona che non vuol farsi trattenere. Nel
caso specifico, Luca non era neanche legato (non aveva imbragatura). Non c’era
quindi, alcuna possibilità di agganciarlo con un moschettone ed è impossibile
mettere una imbragatura a persona che non vuole farsela mettere, mentre questi
si sta tenendo col solo utilizzo delle mani. Le operazioni sarebbero, comunque,
pericolosissime. Il poliziotto (o carabiniere) che sale è legato (sembra di
vedere in controluce l'imbragatura e, comunque, Luca nella telefonata parla di
poliziotti che preparavano le corde) ed ha una posizione (si vede bene) da
rocciatore esperto. Sa, quindi, benissimo che non avrebbe avuto alcuna
possibilità di trattenere Luca contro la sua volontà. L'intento era, quindi,
evidentemente, convincere Luca (e lo si poteva fare anche da terra) oppure
spaventarlo (cosa, evidentemente, molto pericolosa). In quella circostanza non
si può scendere che volontariamente. Basterebbe chiedere a qualunque volontario
del soccorso alpino quanto sia difficile fare un recupero in parete di persona
consenziente per capire quanto sia impossibile farlo di persona non
consenziente. L'iniziativa intrapresa dal poliziotto (o carabiniere) ha avuto
il solo effetto (e non poteva averne altri) di spingere Luca a salire più in
alto dove, presumibilmente, come dice Alberto Perino nella conferenza stampa, è
rimasto folgorato senza neanche bisogno di toccare i fili (che peraltro tocca,
si vede nel video, senza che accada nulla).

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