lunedì 18 luglio 2011

Contro il Ponte con scopa e paletta. L’ex Sea Flight rivive per un giorno

di Tonino Cafeo

Torre Faro (ME). Tanto tempo fa ci facevano aliscafi, poi un assessore fantasioso di centro sinistra vi inventò la movida estiva messinese, con concerti ed eventi per tutti i gusti e le sensibilità; nei primi anni duemila fu il movimento Noponte a farne il campo base di tutte le proprie iniziative più importanti. Infine, è diventato uno dei tanti luoghi della “geografia del degrado” peloritana. Stiamo parlando del cosiddetto “ex Sea Flight”, Una polverosa piattaforma di cemento decorata dallo scheletro di ciò che fu un capannone industriale che si trova proprio a ridosso delle più belle spiagge dello stretto di Messina. Bagnanti e frequentatori dei lidi ne hanno fatto un parcheggio sempre affollato, ma in tanti si chiedono se è giusto rassegnarsi a uno stato di cose che fa a pugni con la tanta retorica sulla “vocazione turistica” che dovrebbe caratterizzare la zona nord messinese.

La Rete NoPonte-Comunità dello Stretto una sua risposta a questa domanda ce l’ha e lancia una  nuova campagna di mobilitazione contro la megaopera attraverso il recupero all’uso collettivo di porzioni di territorio abbandonate da tempo a se stesse. ” Vogliamo ripartire da un luogo simbolo,” -scrivono i Noponte- ” perché collocato proprio lì dove dovrebbe nascere il ponte: l’area dell’ex Sea Flight. Da anni versa in condizioni di abbandono e di degrado che hanno dell’incredibile se si pensa che si trova in una delle aree più turistiche della città ed ancora di più all’interno di una riserva naturale. Proponiamo a tutta la cittadinanza di riprendercela.  Come? PULENDOLA. Vorremmo iniziare dall’edificio semicostruito (o semidistrutto?) per poterci poi fare iniziative di informazione e mobilitazione sulla questione del ponte.”

La giornata di ieri è stata quella decisiva per passare dalle parole ai fatti. Alle nove del mattino, anziché andare al mare, le ragazze e i ragazzi della Rete noponte si sono armati di scope, pale e carriole ed hanno affrontato con determinazione e un pizzico di coraggio l’immondezzaio che è diventato l’ex cantiere navale. ” Abbiamo cominciato raccogliendo i resti di tutto ciò che è crollato” – ha spiegato Sergio, quando, nel primo pomeriggio, i lavori sono già a buon punto- ” mattoni , pezzi di intonaco, sterro. Poi è toccato ai rifiuti di ogni genere sparsi un po’ dovunque; infine agli sterpi e alle erbacce” . Ogni cosa è stata rigorosamente selezionata e smaltita  secondo criteri di raccolta differenziata.

Nel corso della giornata lo spazio ha lentamente recuperato un aspetto più umano. I passanti si congratulano, qualcuno offre acqua fresca e frutta  per ristorare gli attivisti nelle poche pause che si concedono. Quando cala la sera sembra quasi che il Sea Flight sia tornato ai suoi tempi più belli. Due striscioni accolgono i visitatori. Uno che ricorda come i soldi del Ponte sullo Stretto sarebbero più utili se fossero impiegati nella messa in sicurezza del territorio, l’altro solidarizza con i Notav della Val di Susa. Mentre, alla luce di una lampada collegata ad un piccolo generatore, la Retenoponte offre un aperitivo a base di insalata di riso, tramezzini e Spritz, si riflette su cosa fare nei prossimi giorni. Francesco si improvvisa guida turistica del luogo con alcuni militanti storici della lotta contro il ponte. ” Dobbiamo fare in modo”- ragiona-” che ognuno si senta a casa propria qui. Non dobbiamo dare l’idea di esserci appropriati di un posto. Noi non  vogliamo privatizzare nulla , la stiamo pulendo per tutti ,  poi chi vorrà la potrà usare. Non sarà un presidio della Rete noponte, semmai un avamposto del buon senso contro l’idiozia.”

La cultura dei beni comuni, quella che ha fatto vincere i quattro si ai referendum di giugno, segna un nuovo piccolo passo avanti in riva allo stretto. 

Fonte: http://www.nuovosoldo.com/2011/07/18/contro-il-ponte-con-scopa-e-paletta-lex-sea-flight-rivive-per-un-giorno/

3 commenti:

  1. Queste iniziative dovrebbero essere fatte molto più spesso, a mio avviso sono anche più efficaci delle manifestazioni! Dimostrare che il No Ponte non è un semplice NO, nè una semplice passerella. Il No Ponte deve essere anche un modo per prendersi cura della nostra città, sia impedendo la costruzione dell'opera, sia con questi piccoli grandi gesti! Bravi! Speriamo che non sia l'ultima volta!

    A proposito, ma a che ora è stato l'aperitivo? Io son passato alle 20 un secondo e vedevo ancora pulire...

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  2. Infatti, il momento dell'aperitivo è stato quello meno curato. Ormai che era partita l'opera di sistemazione, nessuno voleva più smettere.

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