giovedì 3 marzo 2011

La giornata della collera

di Daniele David

Da tempo provo a scrivere qualcosa che riesca a rendere comprensibile il mix di sensazioni e di valutazioni che mi attraversano dentro questa terribile fase di crisi. Come tradurre la rabbia di vedere ogni giorno operai licenziati (3000 in 24 mesi) e sapere le loro famiglie appese ad un sussidio di disoccupazione da fame? Come raccontare la frustrazione per non risuscire a dare risposte ad immigrati taglieggiati da una discriminazione periferica e feroce? Mentre scrivo mezza città annaspa tra fango, strade bloccate e villaggi isolati. E tutto per 4 ore scarse di pioggia. Una città veramente massacrata: 25.000 giovani emigrati in dieci anni, 40.000 disoccupati, 30.000 precari. Migliaia di licenziamenti in tutti i settori. E poi studenti senza prospettive, ricercatori senza risorse per la ricerca, ospedali al collasso, trasporti residuali. E lavoratori impoveriti. Tutto questo mi circonda e sento l'esigenza di fare qualcosa, subito. Perchè mi terrorizza anche solo l'idea di poter un giorno abituarmi a convivere con questo inferno. Cosa fare? Penso che sia indispensabile costruire un'altra prospettiva e, quantomento, evitare che tutti,  seppure singolarmente, sprofondino nella rassegnazione. Perchè sento che anche la sola manifestazione della rabbia sociale può rappresentare un passo avanti, un segnale importante per tanti che non conosciamo e che vivono la stessa angosciante condizione.
In mezzo ad un disorientamento strategico resta la convinzione che qualcosa vada fatto. Qualcosa di significativo, in grado di rappresentare davvero l'idea che tutto questo non è più accettato in silenzio. E questa cosa va fatta subito. Assume, quindi, maggiore significato l'assemblea del movimento No Ponte del 12 marzo. Potrà essere quella l'occasione per incrociare percorsi diversi, ma che, tutti, vivono allo stesso modo la costruzione del Ponte sullo Stretto come il paradigma degli sprechi e delle devastazioni di un territorio che ha bisogno, al contrario, di messa in sicurezza, di servizi, di prospettive lavorative.   

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