mercoledì 17 novembre 2010

I MOVIMENTI SOCIALI HANNO A CHE FARE CON LA DEMOCRAZIA, NON CON L’ORDINE PUBBLICO


La Rete No Ponte, in questi anni, ha rappresentato una delle esperienze più significative - sia dal punto di vista meramente quantitativo che sul terreno della continuità della propria iniziativa -  nel panorama politico di questo territorio. Le manifestazioni indette dalla Rete hanno sempre avuto chiarezza di contenuti e di pratiche. Gli attivisti della Rete hanno partecipato e attraversato i movimenti sociali che si sono manifestati sul territorio. Pensiamo ai movimenti degli studenti, dei migranti, dei lavoratori. La Rete non resta, quindi, indifferente di fronte alle decine e decine di provvedimenti repressivi  abbattutisi - in poco più di 24 mesi - contro altrettanti attivisti politici, studenti e militanti sindacali. La Rete No Ponte rivendica l’esercizio del conflitto come pratica della democrazia e denuncia i comportamenti repressivi finalizzati a confinare le rivendicazioni sociali per un mondo più giusto nei perimetri dell’insignificanza.
Ieri mattina (è questo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, che denunciamo) un gruppo di attivisti  della Rete No Ponte e del Comitato No Ponte “Capo Peloro” si è recato in via Circuito a Torre Faro per realizzare un reportage sul movimento no ponte con una giornalista free lance rai news. La giornalista voleva intervistarci, farsi guidare sui luoghi e incontrare alcuni condomini per verificare i danni causati dalle trivellazioni. All’incontro, però, si sono presentati anche due funzionari della Digos ai quali se ne sono aggiunti altri due. Prima perplessi, poi indisposti, abbiamo chiesto la ragione della loro presenza, visto che non era stata annunciata alcuna manifestazione e che si trattava di un incontro assolutamente privato. Le loro risposte sono state, ovviamente, insoddisfacenti e declinanti per intero sul tema del rapporto amichevole intercorrente tra loro e il movimento no ponte. Dopo qualche telefonata hanno deciso di andare via senza salutare. Il reportage è stato poi realizzato. Sono state fatte le interviste, i sopralloghi nei condomini e incontri vari. Resta la rabbia per questi comportamenti che durano da tempo e che non possiamo più tollerare.
Su questi temi chiederemo un incontro al Questore al fine di affrontare le questioni prima accennate, nella consapevolezza che le difficoltà che il contesto sociale e politico ci consegnano debbano essere gestite con la massima attenzione.

Messina, 17.11.2010                                                                                                                         
RETE NO PONTE

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