con le trivellazioni inizia lo sconvolgimento del territorio già previsto nello Studio d’Impatto Ambientale della stessa “Stretto di Messina Spa”.
In un territorio che sta perdendo, progressivamente, le proprie attività produttive si vorrebbe avviare un’opera destinata a dilapidare enormi risorse pubbliche che avvantaggerebbero solo poche imprese (estranee al tessuto locale) con una ricaduta occupazionale molto bassa.
D’altronde, dal punto di vista occupazionale, i 40000 posti di lavoro sbandierati da più parti si sono rivelati un puro trucco mediatico. La stessa Eurolink (il general contractor) ha ammesso che nella costruzione del Ponte impiegherebbe 3500 unità. Di questi, almeno la metà non saranno locali.
Il tutto mettendo a repentaglio il lavoro di migliaia di marittimi.
- Molto meglio sarebbe impiegare le somme per promuovere turismo e cantieristica, settori per i quali il nostro territorio ha maggiore vocazione.
- Molto meglio sarebbe pensare alla messa in sicurezza sismica ed idrogeologica, al potenziamento del trasporto pubblico nello Stretto, all’ammodernamento della rete stradale e ferroviaria, ad un piano di edilizia scolastica.
CONTINUIAMO
NO ALLE TRIVELLAZIONI
NO AL PONTE SULLO STRETTO
GIORNATA DI MOBILITAZIONE 21 GIUGNO A PARTIRE DALLE ORE
ReteNoPonte
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