Oltre 500 persone hanno
partecipato al corteo messinese per la cittadinanza universale e contro il
razzismo. La manifestazione, indetta dal Comitato 18 dicembre, si è svolta nell’ambito
della giornata mondiale dei migranti indetta dal Forum Sociale Mondiale di
Dakar ed ha agitato una piattaforma condivisa che chiede, tra le altre cose, la
cancellazione della Legge Bossi-Fini, il riconoscimento della cittadinanza per
chi nasce in Italia e il rilascio del
permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla “sanatoria truffa”. La rabbia
per l’uccisione a Firenze, da mano fascista, di Mor Diop e Modou Samb è stato
il sentimento prevalente per tutto il corteo e forte è stato il protagonismo
della comunità senegalese.
La difesa dal razzismo e il
diritto a poter scegliere dove e come costruire il proprio futuro hanno
convissuto con i temi legati alla difesa del territorio e alla battaglia per i
beni comuni. La cancellazione della Stretto di Messina Spa e la rescissione del
contratto con Impregilo sono stati indicati come l’obiettivo principale del
movimento no ponte affinchè si chiuda definitivamente la partita e si
utilizzino le risorse destinate alla devastante infrastruttura per la messa in
sicurezza del territorio.
I temi della lotta contro la
precarietà e per la difesa del welfare sono stati sottolineati dall’affissione
sulle inferriate della Banca d’Italia di uno striscione con lo slogan “O la
Borsa o la vita / people before profit”, ad indicare che, se il lavoro sociale,
le vite di tutti e le politiche governative (tutte) sono oggi sottomesse ai
flussi finanziari e comandati dai signori della finanza, non sarà possibile
difendere le condizioni materiali di vita di milioni di persone se non si
disconoscerà il debito e si procederà ad una forte redistribuzione sociale
della ricchezza.
Di fronte al Municipio di Messina
è stato, inoltre, esposto uno striscione che recava la scritta “Dimissioni” ed
invitava Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale a togliere il disturbo per
manifesta incapacità ad affrontare i problemi che il territorio vive. In
particolare, al sindaco Buzzanca che minaccia di chiedere un risarcimento danni
per la mancata costruzione del Ponte sullo Stretto diciamo che sarà la città a
chiedere un risarcimento a chi, incapace di immaginare un futuro felice, ha
fatto inseguire a tutta la comunità un incubo devastante.
Nel corso del tragitto, terminato
davanti alla Prefettura con gli interventi delle comunità di migranti, è stato
realizzato un collegamento telefonico con il lavoratori dei cantieri navali di
Trapani che, sotto minaccia di licenziamento, hanno deciso di occupare, ad
oltranza, la nave che avevano in lavorazione. Dal corteo a loro un applauso di
incoraggiamento a continuare la lotta. Da loro al corteo i migliori auguri per
la riuscita della manifestazione.
COMITATO 18 DICEMBRE

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